Una donna sotto i mari


Titolo: Una donna sotto i mari, [Titolo originale] Lady With a Spear

Autore: Eugenie Clark

Editore: Ape Artistiche Propaganda Editoriali, Tipografia A. Molinari, Milano

Anno di Pubblicazione: 1954

Genere: Racconti, Caccia subacquea

Collana: La Meta “Rischi e ardimenti”

Note:

*Questo libro é presente nella Libreria di Morgan*

Dalla seconda di copertina:

Eugene Clark è una giovane, simpatica e coraggiosa scienziata. La sua passione per l’ittiologia è cominciata sin da quando, bambina, se ne stava spesso e volentieri con gli occhi spalancati e il naso schiacciato contro le pareti di vetro dell’Aquarium di Battery Park. Poi, poco alla volta, si è trovata....ittiologa, una delle poche, forse l’unica del suo sesso. Nelle acque della California meridionale ha imparato la caccia subacquea e ha imparato pure che la maggior parte dei pesci, anche quelli più temibili, non fanno niente se nessuno li assale. Ha scandagliato le acque dell’Oceano Indiano scrutando il fondo del mare, raccogliendo rari esemplari, mangiando pesci crudi. Ha vissuto la vita primitiva della gente di isole sperdute che ignora il resto del mondo, ne ha appreso usi e costumi. « Una donna sotto i mari » è il racconto meraviglioso di un meraviglioso mondo che pochi soltanto hanno l’occasione di avvicinare: il lavoro quotidiano di un ittiologo, la scoperta di u nuovo pesce e le avventure per arrivarci, le emozioni delle immersioni e l’incanto del nuovo ambiente pieno di misteri suggestivi, gli incontri con i pesci più strani attraverso le frastagliate distese dei banchi di corallo, delicate e soffici come ventagli. Un libro simpatico e spigliato, interessante e spiritoso, sempre contenuto, pieno di sorprese. Proprio come chi l’ha scritto.


Una citazione dal Capitolo I “Faccio conoscenza con i pesci”:
“....Respirai profondamente, mi aggiustai la maschera sul viso, controllai la molla di sicurezza del mio fucile subacqueo e mi immersi nuovamente nel Mar Rosso. Lo scoglio sotto il quale se ne stava nascosto il pesce scorpione a strisce arancio e marrone era ad una profondità di circa tre metri. Non doveva essere difficile catturarlo. Raggiunsi lo scoglio facendo attenzione di non toccare i coralli velenosi che lo coprivano e mi afferrai al masso per tenermi ferma. Lentamente puntai il fucile verso una creatura che pareva un fiore scintillante, dai petali delicati. Si mosse appena mentre mi avvicinavo, fidando forse negli aculei velenosi che porta, a difesa, nascosti in quei petali delicati.”


                       Un immagine del volume aperto su una delle pagine (l’immagine è attiva).


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